RISOLTO L'AFFASCINANTE MISTERO DELL'ORACOLO DI DELFI:L'INGV HA IDENTIFICATOLE EMISSIONI DI GAS NEL TEMPIO GRECO


Risolto dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) il mistero dell'Oracolo di Delfi, in Grecia (situato nella cornice rocciosa delle Focide) che, da sempre, affascina, oltre agli scienziati, anche storici, scrittori ed archeologigi di tutto il mondo: indagini basate su tecniche innovative e di alta precisione, come sensori laser, indicano che attualmente esiste una debole emissione di metano di origine non batterica, e che il travertino della sorgente del tempio è dovuto ad anidride carbonica prodotta da ossidazione in superficie di metano; ovvero il gas originario era sempre metano.
"Pertanto - afferma Giuseppe Etiope, il geologo dell'Ingv che ha condotto gli studi - se vi era un effetto di “intossicazione” all’interno del tempio, questo potrebbe essere spiegato semplicemente come dovuto a deficit si ossigeno prodotto dall’esalazione di metano (di per se non tossico). La presenza di un odore dolciastro nel gas, oggi assente ma riportato dalla tradizione storica, potrebbe essere spiegato dalla presenza di piccole quantità di idrocarburi aromatici, come il benzene, che possono formarsi facilmente nelle rocce bituminose di Delfi, in quantità tali da apprezzare il suo odore".
Nel 2001 alcuni geologi americani affermarono di aver svelato il mistero del famoso Oracolo di Delfi, nell’antica Grecia: vapori fuoriuscenti dal terreno inebriavano le sacerdotesse del tempio e ispiravano le loro profezie. Fu suggerito che il gas in questione fosse etilene, un potente anestetico e neuro-tossico che può indurre trance e delirio.
L’ipotesi dell’etilene, sebbene pubblicata sulla prestigiosa rivista Geology e riportata diffusamente dai mass media di tutto il mondo, risultò subito quantomeno strana agli occhi dei geologi esperti in gas naturale.
Tra questi, Giuseppe Etiope, dell’Ingv, inizia nel 2003 un nuovo studio particolareggiato sul tempio di Delfi, con la collaborazione dell’Università di Patrasso e la supervisione dei maggiori esperti mondiali di gas.
I risultati di questo studio sono stati adesso pubblicati nuovamente sulla rivista Geology, scoprendo che esiste ancora oggi una esalazione gassosa, sebbene molto debole e invisibile, ma il gas non poteva essere etilene.
"L’etilene - spiega Etipe - non può prodursi in natura in quantità tali da poter percepire il suo odore, ne tanto meno da indurre effetti neuro-tossici alle persone. L’etilene si forma principalmente per attività batterica a bassa temperatura, e può prodursi nel sottosuolo in piccolissime quantità e solo in certe condizioni. Queste condizioni non esistono a Delfi, dove invece le rocce sono tipiche di una produzione di idrocarburi dovuti ad una elevata temperatura.
Gianfranco Criscenti
Ufficio Stampa INGV
criscenti@ingv.it
335.5382151 - 329.5321790 - 334.6455521.





C.S. del 11 ottobre 2006


torna all'indice dei Comunicati Stampa dell'INGV