![]() Vulcani: macchine diverse una dell'altra Quantificare la pericolosità vulcanica:la probabilità che una determinata area sia interessata da fenomeni potenzialmente distruttivi in un determinato intervallo di tempo. Su questo importante obiettivo si confrontano da oggi a mercoledì alla Fondazione Ettore Majorana di Erice novanta scienziati provenienti da tutto in mondo, nell'ambito di un workshop promosso dalla Scuola Internazionale di Geofisica, con il patrocinio dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e del Dipartimento della Protezione Civile. L'obiettivo del workshop internazionale di Erice è quello di definire una serie di linee guida su come debba essere investigata e quantificata la pericolosità vulcanica. Nel corso del workshop verranno presentate simulazioni dinamiche di eruzioni esplosive (settore che vede l'Italia all'avanguardia), nonchè la modellizzazione dei processi chimico-fisici cui sono sottoposti i magmi durante la loro evoluzione dalle zone piu' profonde alla superficie. Paolo Papale, dirigente di ricerca dell'INGV e coordinatore del comitato di gestione dei progetti vulcanologici, in apertura dei lavori ha sottolineato che "i vulcani sono macchine diverse una dall'altra" e che il livello di conoscenza varia da sito a sito: "sull'Etna, continuamente in eruzione, abbiamo acquisito numerosissimi dati; sul Vesuvio non esiste neppure un rapporto tra modelli e casi reali, ma solo paragoni con vulcani simili nel mondo". |
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