INGV VALUTERA' PERICOLOSITA' CON "ALBERO DEGLI EVENTI"


Trasferire ai vulcani - per migliorare la capacità di calcolarne la pericolosità - la metodologia dell’albero degli eventi: un processo di analisi probabilistica sperimentato anche nel campo della sicurezza industriale. E’ lo sforzo che stanno compiendo i vulcanologi per cercare di ridurre il gap tra la previsione dell’evento eruttivo e l’accadimento reale. Alla Fondazione Ettore Majorana di Erice, nell’ambito della Scuola Internazionale di Geofisica – con il patrocinio dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e del Dipartimento della Protezione Civile – novanta scienziati di tutto il mondo si sono confrontati su questo nuovo approccio metodologico. “Trasferire la tecnologia dell’albero degli eventi ai vulcani è un processo complesso e graduale – dice Paolo Papale, dirigente di ricerca dell’INGV -; le prime applicazioni riguarderanno il Vesuvio ed i Campi Flegrei. L’albero degli eventi è una rappresentazione probabilistica dei possibili scenari prima durante e dopo l’evento eruttivo, che tiene conto di tutte le informazioni provenienti dai diversi campi di studio dei vulcani. L’obiettivo principale – in sintonia con il Dipartimento della Protezione Civile, ad Erice rappresentato dal responsabile del servizio previsione/prevenzione Bernardo De Bernardinis - è sempre quello di stabilire la pericolosità dei vulcani. Per tale scopo, negli ultimi anni i vulcanologi hanno sviluppato modelli matematici capaci di simulare i complessi processi che caratterizzano l’evoluzione del magma e del sistema vulcanico dal profondo fino alla superficie. “Non siamo in grado – spiega Papale – di poter dire con certezza quando ci sarà un’eruzione: i processi complessi che vi stanno dietro e le incertezze intrinseche rappresentano un limite oggettivo alla nostra capacità previsionale; tuttavia, il nostro grado di conoscenza ci permette di poter comunicare al Dipartimento della Protezione Civile il superamento di una soglia di probabilità dell’eruzione. Proprio recentemente – ha ricordato Papale, l’INGV è stato definito dalla Thomson Scientific di Philadelphia, il primo Istituto al mondo nel settore della ricerca in campo vulcanologico”.




Gianfranco Criscenti
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Comunicato stampa del 9 novembre 2006


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