Il Vesuvio è tranquillo

L’allarme provocato dalle dichiarazioni del Prof. Michael Sheridan dell’Università di Buffalo negli Stati Uniti, secondo cui ci sarebbe più del 50% di probabilità che il prossimo anno si verifichi una eruzione violenta al Vesuvio (“... there is more than 50% chance that a violent eruption will happen at Vesuvius next year...”: tratto dall’agenzia Newswise del 3/3/2006) è assolutamente privo di basi scientifiche. L’affermazione si basa sui risultati emersi da un articolo della rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences”, che peraltro non è ancora disponibile.
Le novità ivi raccolte, a quanto è dato sapere, dettagliano meglio la cronologia della cosiddetta “eruzione di Avellino” e la copertura geografica dei suoi effetti. Tali novità quindi non modificano il quadro dei possibili effetti socio-economici di eventuali future eruzioni. In particolare, la possibile periodicità di circa 2000 anni per una eruzione maggiore, che porterebbe a immaginare un evento a breve, non ha alcun fondamento statistico. Ne consegue che gli scenari elaborati a suo tempo dalla Protezione Civile non verranno modificati.
Cogliamo l’occasione per ricordare che oggi il Vesuvio è uno dei vulcani del mondo osservati con maggiore sistematicità. Il monitoraggio avviene attraverso numerose reti di sorveglianza 24 ore su 24 gestite dalla Sezione di Napoli “Osservatorio Vesuviano” dell’INGV. Tali reti non mostrano alcun segnale di imminente riattivazione del vulcano.
In conclusione, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) smentisce categoricamente le affermazioni allarmistiche e irresponsabili che si sono succedute in queste ore relativamente all’attività futura del Vesuvio.



Prof. Enzo Boschi
Presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia



Sonia Topazio
Capo Ufficio Stampa
topazio@ingv.it


C.S. del 9 marzo 2006


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