Nella sala conferenze dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) in via di Vigna Murata, 605 a Roma, domani si presenteranno i risultati della XXII spedizione italiana in Antartide.
I lavori avranno inizio alle ore 10:00 con un introduzione del Professor Pier Angelo Guermani, Presidente del Consorzio Programma Nazionale di Ricerche in Anatartide (PRNA), e si protrarranno fino alle ore 14:00.


La XXII Spedizione è stata incentrata essenzialmente su tre progetti internazionali: TALDICE, ANDRILL e CONCORDIA. Di questi, TALDICE ed ANDRILL riguardano rispettivamente la perforazione profonda nel ghiaccio e nei sedimenti marini. Con queste partecipazioni il PNRA assume oggi un valore sempre più strategico nei confronti delle problematiche ambientali attuali.

TALDICE (Talos Dome Ice Core Project)
TALDICE è un progetto di perforazione in ghiaccio a leadership Italiana a cui partecipano 5 nazioni europee: Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Svizzera, con finanziamenti nazionali. La partecipazione italiana è rappresentata da ricercatori dell’ENEA, delle Università di Milano-Bicocca, Firenze, Venezia, Trieste e Parma. Alle attività di perforazione, sia dal punto di vista tecnologico che di attività in campo, hanno collaborato tecnici dell’ENEA Brasimone, del Laboratoire de Glaciologie et Geophysique de l’Environnement (Grenoble, Francia).
La perforazione profonda nel ghiaccio TALDICE è iniziata nel 2005 nel sito di Talos Dome - a 2315 m di altitudine a circa 300 km dalla costa ed è l’unica perforazione profonda nel ghiaccio che si sta conducendo al momento in tutto il continente antartico. Un’equipe internazionale di 9 persone (5 Italiani, 3 francesi 1 inglese) ha operato durante la XXII Spedizione presso il campo remoto di Talos Dome, dove la perforazione ha raggiunto la profondità di poco più di 1300 m. L’età del ghiaccio raggiunto è stimata di circa 40000 anni. I dati che si otterranno dalle analisi delle carote andranno ad integrare quelli ottenuti dalla precedente perforazione profonda EPICA a Dome C.
Dallo studio dei campioni di ghiaccio si otterranno ulteriori informazioni sul ruolo che i gas/serra e le polveri atmosferiche hanno avuto nei cambiamenti climatici, accentuando gli effetti di altre componenti in grado di forzare il sistema climatico, quali la quantità e distribuzione dell’energia solare ricevuta, le modificazioni nella circolazione atmosferica e oceanica, le variazioni di riflettività della superficie terrestre, l’attività vulcanica, ecc. Queste informazioni sono cruciali per i modelli previsionali delle variazioni del clima, un sistema di grande complessità nel quale l’uomo si è inserito modificando le condizioni naturali.

ANDRILL (ANtarctic geological DRILLing)
Oltre alle perforazioni profonde nel ghiaccio, con le quali si può ricostruire il clima del passato fino ad età dell’ordine del milione di anni, particolare interesse viene posto nello studio dei bacini sedimentari intorno al margine del continente antartico con il quale si può risalire a diverse decine di milioni di anni. Questo è lo scopo di ANDRILL, una iniziativa a cui ha aderito l’Italia e che coinvolge più di 200 persone tra scienziati, studenti ed insegnanti provenienti da Germania, Italia, Nuova Zelanda e Stati Uniti.
Il progetto prevede due perforazioni nell’area di McMurdo nel Mare di Ross, delle quali la prima è stata effettuata durante la stagione 2006-2007, raggiungendo la profondità di circa 1285 m dal fondale marino, mentre la seconda si svolgerà durante la stagione 2007-2008.
Alla perforazione hanno partecipato 7 italiani tra cui un insegnante.
Dall’analisi delle carote di sedimenti marini si attendono informazioni sullo sviluppo e comportamento della calotta glaciale e sulle conseguenti fluttuazioni del livello marino a scala globale. I dati ad oggi acquisiti saranno importanti per capire la dinamica del clima nel corso degli ultimi 5 milioni di anni.

Concordia
Una serie di attività sono state svolte, ed alcune sono ancora in corso, sul plateau antartico (sito di Dome C - 74° 06’ S, 123° 21’ E – quota: 3230 m), presso la stazione italo-francese Concordia. Durante questo anno si sono avute 93 presenze, di cui 14, tra italiani e francesi, stanno trascorrendo la stagione invernale dal 1 febbraio 2007. I temi di ricerca riguardano Medicina e psicologia, fisica dell’atmosfera, sismologia e geomagnetismo, astronomia ed astrofisica, glaciologia, paleoclima e chimica dell’atmosfera.
Concordia è il risultato di una collaborazione paritaria, iniziata nel 1993, tra l’Istituto Polare Francese Paul-Emile Victor (IPEV) ed il Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA).
La Stazione ha ospitato ed ospiterà oltre a gruppi italiani e francesi anche ricercatori di altre nazionalità come americani ed australiani. E’ l’unica Base europea sul plateau aperta alla comunità scientifica internazionale. A riprova di ciò, EPICA (European Project for Ice Coring in Antarctica) è stato il primo progetto scientifico europeo giunto a compimento a Concordia, al quale hanno partecipato dieci nazioni europee, con Italia e Francia in posizione dominante, sia dal punto di vista logistico che scientifico. La perforazione si è conclusa nel corso della Spedizione 2004-2005, alla profondità di poco più di 3270 m e le analisi delle carote di ghiaccio sono ancora in corso e permetteranno la ricostruzione del clima e dell’atmosfera degli ultimi 900.000 anni.
Per la peculiarità del sito la Stazione Concordia costituisce, per specifiche ricerche, una buona alternativa alla Stazione americana di South Pole, come lasciano presupporre le indagini fino ad oggi condotte sulla qualificazione del sito. Ciò è confermato anche dall’esito dell’ispezione condotta, secondo i dettami del Trattato Antartico e del Protocollo di Madrid sulla protezione ambientale, lo scorso gennaio da una delegazione svedese-neozelandese, che ha altresì apprezzato l’ottima integrazione tra italiani e francesi e l’elevata tecnologia con cui è stata progettata e realizzata.

Le ricerche italiane sono svolte nell’ambito del Programma Nazionale di Ricerca in Antartide (PNRA), finanziato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e sono gestite dal Consorzio per l'attuazione del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA S.C.r.l., costituito da ENEA, CNR, INGV ed OGS).


Ufficio Stampa INGV: Sonia Topazio ufficiostampa@ingv.it topazio@ingv.it 06.51860543



C.S. del 4 giugno 2007


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