"I politici ascoltino gli scienziati"

“ Gli scienziati hanno il diritto di svolgere il loro lavoro di ricerca sui cambiamenti climatici senza le pressioni e i condizionamenti dei politici”, è questo il primo commento del Presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) Professor Enzo Boschi alle voci che sarebbe in atto una vera e propria “offensiva diplomatica” per orientare il rapporto dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), il Comitato Intergovernativo per i Cambiamenti Climatici, in maniera gradita ad alcuni governi, segnatamente Stati Uniti e Cina, che sono riluttanti ad accettare vincoli sulle riduzioni dei gas serra.
Le pressioni di questi governi, secondo voci non ufficiali, ma insistenti si starebbero manifestando durante i lavori del Working Group 3 dell’IPCC, in corso nella capitale tailandese dal 30 aprile al 4 maggio, con l’obiettivo di redigere il rapporto sulla cosiddetta mitigazione dell’effetto serra.
“Gli scienziati, chiamati dalle Nazioni Unite a dire la loro opinione sulle possibili opzioni di riduzione dei gas serra, devono potersi esprimere in tutta libertà attraverso un confronto, anche polemico che tuttavia si deve svolgere all’interno della comunità scientifica, senza interferenze politiche esterne – chiarisce il presidente dell’Ingv- . Successivamente spetterà ai politici valutare i suggerimenti della comunità scientifica e decidere quali delle opzioni elaborate sono ritenute le più idonee per affrontare il delicato problema del cambiamento climatico. Insomma ognuno deve svolgere il proprio ruolo nel rispetto delle competenze dell’altro. Guai se nella fase di formulazione delle possibili opzioni di mitigazione gli scienziati si lasciassero influenzare dalle pressioni di politici che non gradiscono questa o quella soluzione”.
Entrando nel merito delle questioni tecnico scientifiche il Professor Boschi ha inoltre ricordato l’importante contributo di ricerca attualmente fornito dall’INGV e allo sviluppo di alcuni problemi che riguardano il cambiamento climatico. “Innanzitutto, il nostro Istituto, assieme ad altri è diventato il capofila della più importante organizzazione di studi sul clima dell’area mediterranea, con il neo costituito Centro Euro-Mediterraneo dei Cambiamenti Climatici che è stato ufficialmente inaugurato all’inizio di quest’anno e il cui presidente, il climatologo Antonio Navarra è un dirigente di ricerca INGV, sezione di Bologna”, ha sottolineato Boschi. Inoltre l’INGV ha fatto parte di una vasta collaborazione internazionale che per la prima volta ha dimostrato la fattibilità scientifica dello stoccaggio geologico dell’anidride carbonica catturata da un impianto industriale”. L’esperimento, ha ancora ricordato il Presidente dell’INGV. Si è concluso con successo l’anno scorso a Weyburn, Canada, e prelude a ulteriori prove che saranno effettuate anche in impianti italiani per avviare quella che oggi appare come una promettente opzione di mitigazione dell’effetto serra. “Con nostra soddisfazione la cattura e lo stoccaggio della Co2 sarà inclusa nel documento finale della IPCC fra le tante altre azioni ritenute valide per abbattere gas serra”. E a questo proposito il Presidente dell’INGV si è rammaricato che il governo italiano abbia recentemente sospeso i fondi delle ulteriori ricerche nel settore. “ Mi auguro che si tratti soltanto di una temporanea riflessione in attesa di verifiche di bilancio, poiché rinunciare a disfarsi di ingenti quantitativi di co2 attraverso il suo seppellimento in giacimenti esausti di idrocarburi andrebbe contro lo spirito di quanto indicato dall’IPCC”.

Sonia Topazio
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C.S. del 2 maggio 2007


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