Italia - USA collaborazione per i cambiamenti climatici

Entro la fine del secolo la temperatura media nel Mediterraneo è destinata ad aumentare di diversi gradi e, ancor piu’ grave, le precipitazioni diminuiranno del 20%.
Il dipartimento di Stato Americano ha ospitato a Washington nei giorni scorsi il “Joint Meeting on Climate Change Science and Technology”, la riunione annuale del gruppo di esperti impegnato nel programma di collaborazione Italia – USA sui cambiamenti climatici.
Nel corso della riunione i rappresentanti delle istituzioni scientifiche, nonché delle aziende americane e italiane, hanno avuto modo di scambiare informazioni sulle attività in corso verificando la possibilità di programmi comuni e possibili joint venutre.
Di rilevante importanza i progetti comuni Italia – Usa in Paesi terzi, quali ad esempio Cina, India e Brasile, sui temi della promozione e dello sviluppo delle tecnologie a bassa emissione, dell’inquinamento atmosferico generato dal settore trasporti.
E’ uno dei risultati – dice Antonio Navarra, climatologo, dirigente di ricerca dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) – scaturiti dalla riunione annuale del gruppo di esperti impegnato nel programma di collaborazione Italia – Usa sui cambiamenti climatici, ospitata a Washington dal Dipartimento di Stato americano. L’INGV partecipa all’incontro internazionale assieme ad altri istituti scientifici ed industrie (vedi nota a fine comunicato). La delegazione italiana è coordinata dal direttore generale per la ricerca ambientale e lo sviluppo del ministero dell’Ambiente, Corrado Clini.
Durante i lavori è stata rimarcata l’importanza della cooperazione tra pubblico e privato per trovare una soluzione ai cambiamenti climatici, collaborazione destinata ad incrementarsi anche in vista del Washington international renewable energy conference (Wirec) 2008 .
Il coinvolgimento di Cina, India e Brasile assume un significato rilevante: il Protocollo di Kyoto, infatti, pur avendo fornito gli strumenti per affrontare il problema dell’inquinamento atmosferico, non è sufficiente per arrestare l'aumento dei gas serra in quanto, oltre a non impegnare paesi industrializzati come gli Usa, non ingloba i paesi emergenti che sono tra i maggiori responsabili delle emissioni di anidride carbonica.
Italia e Usa hanno inoltre concordato una cooperazione scientifica nei seguenti campi della ricerca: energia rinnovabile, idrogeno e celle a combustibile (fuel cells), adattamento ai cambiamenti climatici, modelli e previsione dei cambiamenti climatici, ciclo del carbone.
Ormai non si puo’ piu’ non porre un freno a quelle che sono le cause principali dei cambiamenti climatici. Secondo le previsioni di Navarra, in assenza di un’inversione di tendenza, entro la fine del secolo la temperatura media nel Mediterraneo è destinata ad aumentare di diversi gradi e, ancor piu’ grave, le precipitazioni diminuiranno del 20, 25%.

NOTA

Per la parte italiana hanno partecipato oltre all’INGV: Il Centro Euro Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC), il CNR, l’ENEA, la Fondazione Eni Enrico Mattei, l’Univ. Di Venezia, della Tuscia, Udine, Bologna, Milano, le imprese Ansaldo Ricerche e Ansaldo Fuel cell, Enel, enel North America, Eni, Fiat Centro Ricerche, Pirelli, Nuvera Fuel Cell, Marcegaglia, Gruppo Merloni, Robur Spa e Gruppo Mossi&Ghisolfi.


Gianfranco Criscenti e Sonia Topazio (Ufficio Stampa INGV)

Per maggiori informazioni: ufficiostampa@ingv.it 06.51860543 335-8216561



C.S. del 22 giugno 2007


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