Intervista al fisico Roberto Bencini sul colosso di Emmerich


Film:
L'ALBA DEL GIORNO DOPO

Un film nato vecchio per affrontare un tema nuovo, che sfonda una porta aperta. E' ovvio che il messaggio di base, la protezione ambientale,   fondamentale, ma un uso politico del film rischia di trasformarsi in autogol. Al giorno d'oggi, l'avanzamento delle conoscenze tecniche e scientifiche viaggia a tale velocità che chi non riesce ad aggiornarsi velocemente viene doppiato sulla pista di gara. Non si può improvvisare. Tutti si rendono conto che occorre fare qualcosa prima che sia troppo tardi, ma si tratta di identificare lo strumento più adatto. Ad esempio, si può essere anche contrari ad utilizzare uno strumento purtroppo già sorpassato quale la versione attuale del protocollo di Kyoto, che enfatizza troppo il ricorso a lentissimi assorbitori di anidride carbonica direttamente dall'aria. La riforestazione infatti, che pur essendo per altre valide ragioni una cosa ottima, può al massimo appena scalfire il problema dei gas serra. Oggi i più aggiornati, tra i quali l'INGV, propendono per l'uso di metodi totalmente innovativi e risolutivi, basati su tecnologie provate e sicure per abbattere le emissioni di gas clima-alteranti, quali lo stoccaggio geologico dell'anidride carbonica, una realtà rivoluzionaria di cui si inizia a conoscere oggi l'efficienza e l'importanza mondiale.In realtà pochi sanno che il Department of Energy (DOE), il Ministero dell'Energia dell'amministrazione Bush, sta già muovendosi in questo senso. Il DOE è, insieme al corrispondente Ente Canadese e la Comunità Europea, il maggiore finanziatore del più grande progetto di ricerca al mondo sullo stoccaggio geologico della CO2 a scopi di protezione ambientale, il progetto "Weyburn", dal nome della località canadese in cui ogni giorno da più di 3 anni vengono iniettate cinquemila tonnellate di CO2 antropogenica in un giacimento in avanzato stato di sfruttamento. Ad oggi sono state iniettate circa 5.2 milioni di tonnellate di CO2 ad una profondità di circa 1600 metri, praticamente per sempre. Si prevede infatti che la CO2 rimanga la sicuro sottoterra per centinaia di migliaia di anni, durante i quali lentamente tornerà allo stato di minerale solido ed inerte. L'INGV partecipa attivamente a questo importante progetto sin dal suo inizio. Si stima che sia possibile stoccare sottoterra tutta la CO2 emessa dall'umanità nei prossimi secoli continuando a bruciare combustibili fossili (gas, petrolio, carbone), di cui non si può ancora fare a meno.Si ritiene ragionevolmente che nel frattempo saranno scoperte nuove forme di energia veramente rinnovabili e sostenibili su scala globale, magari a base di idrogeno, disponibili per tutti a costi ragionevoli. Nessuno scenario realistico contempla l'uso al 100% delle fonti energetiche rinnovabili, nemmeno nei prossimi decenni, per via dei costi proibitivi di tale scenario, oggi considerato utopistico. Un film dunque vecchio nell'impostazione, che sa di colossal apocalittico stile anni '70 che risente ancora di scenari climatici da "inverno nucleare", oggi decisamente sorpassati dalla realtà del riscaldamento globale. Uno spettacolarismo a tutti i costi che potrebbe diluire il nobile messaggio di base del film. Se tuttavia il film riesce a stimolare il dibattito ambientale, a far scoprire alla gente la soluzione pratica, naturale, e immediata offerta dallo stoccaggio geologico della CO2, a rispedire la CO2 al mittente, allora benvenuto il film.

Intervista del 28/05/04
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