Intervista a Leonardo Sagnotti - ricercatore INGV a Radio Latte e Miele 12/05/04



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“EXPLORA” la tv delle scienze: puntata lunedi’ 29 marzo 2004

Il 29 marzo 2004 alle ore 10.30 e in replica alle ore: 14.30 – 18.30 – 22.30 – 02.30 – 06.30,
sul canale satellitare in chiaro RAIEDU 2 andrà in onda “EXPLORA” LA TV DELLE SCIENZE
di Aldo Bruno, Luciano Onder e Marco Salvatore, la trasmissione di RAI EDUCATIONAL realizzata in collaborazione con il MIUR e il CNR.

Nella puntata: il dibattito “Atmosfera polare”. Gruppi di ricercatori di tutto il mondo studiano costantemente l’atmosfera dei Poli e ne ricavano infomazioni utili per la conoscenza dell’intera atmosfera terrestre. Perche’ si va ai Poli per studiare per esempio l’inquinamento terrestre o le interazioni tra il Sole e la Terra? Quali sono le maggiori ricadute di queste ricerche in Artide ed Antartide? A queste e ad altre domande si cerchera’ di rispondere nel dibattito.

Ospiti di Luciano Onder saranno:
- Ing. Vincenzo Romano, ricercatore dell’Unita’ di Fisica dell’Alta Atmosfera presso l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma.

- Ing. Claudio Rafanelli, ricercatore presso l’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima (ISAC) del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Roma.

- Dott.ssa Antonietta Ianniello, ricercatrice presso l’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico (IIA) del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Roma.

- Dott.ssa Anna Milillo, ricercatrice presso l’Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario (IFSI) del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Roma.

Per “Magazine” interverranno il Prof. Gino Roncaglia, Docente Informatica applicata alle scienze umane, Univ. della Tuscia, Umberto Dosselli, Resp. Commissione Scientif. INFN e il giornalista scientifico Giorgio Di Bernardo.

Per “Primo piano” interverra’ il Prof. Emilio Bizzi, Neuroscienze Massachussetts Institute of Technology – Cambridge, USA.

Per “Mondo degli animali” andra’ in onda “Pinguini in citta’ “,

per “Documentari” : “Spedizioni in Antartide”.


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Annuncio del 20/03/04 su




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Intervita a Fabrizio Marra , ricercatore INGV.
11/03/04 Radio




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Intervita a Massimo Chiappini , Dirigente di Ricerca INGV.
10/02/04 Radio




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Intervita ad Antonio Navarra, Dirigente di Ricerca INGV.
02/02/04 Radio 24


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Intervista trasmessa nell’ambito della trasmissione “Linea Rossa”, condotta da Maurizio Macaluso, andata in onda su Tele Sud lo scorso 15 gennaio.


Il dottor Rodolfo Consolo ha iniziato a lavorare all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia nei primi giorni del mese di gennaio di trentasei anni fa. Non pensava che due settimane dopo avrebbe dovuto occuparsi di una delle più grandi tragedie accadute in Italia, il terremoto che devastò la notte del 15 gennaio del 1968 la Valle del Belice provocando centinaia di morti. Oggi dice che non è possibile fare previsioni. “Non si può escludere che si verifichi un terremoto in una zona in cui è accaduto un sisma di gravi proporzioni. Possiamo però dire che la provincia di Trapani non è una delle zone maggiormente a rischio, l’attività sismica è certamente meno frequente rispetto ad altre zone dell’Italia e del Mediterraneo”. “Il terremoto della Valle del Belice – aggiunge – è stato una delle più grandi catastrofi accadute in Italia. È stato uno dei miei primi incarichi e tra qualche giorno andrò in pensione”.


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Torna il fenomeno delle emissioni sottomarine a Panarea

Intervita a Giovanni Macedonio , Dirigente di Ricerca INGV.
29/01/04 Radio Città Futura



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I

Dibattito: VULCANI NEL MONDO

Giuseppe Etiope, Massimo Chiappini, Alberto Delladio e Jacopo Taddeucci ospiti a Explora RAI Edu2
Registrazione di mercoledì 28 gennaio 2004 h. 16,30

Scaletta trasmissione:
L’Italia è un Paese vulcanico e per questo ha un’esperienza ormai consolidata nello studio dei vulcani. I nostri ricercatori partecipano ad importanti missioni internazionali in ogni angolo del mondo e adottano tecnologie sempre piùsofisticate per tentare di dare una risposta alla questione fondamentale: si puòprevedere con ragionevole anticipo l’eruzione di un vulcano?

Ospiti in studio:

- Dott. Giuseppe Etiope, geologo INGV
- Dott. Massimo Chiappini, geofisico, Dirigente di Ricerca INGV
- Ing. Alberto Delladio, ingegnere elettronico INGV
- Dott. Jacopo Taddeucci, INGV

Parte I – Introduzione

1. Taddeucci/Chiappini/Etiope: Quando si parla di una possibile eruzione vulcanica ci sono tre domande fondamentali: dove avverrà, quando avverrà e quanto sarà forte. A quale di queste domande oggi sappiamo rispondere con sicurezza?
2. Taddeucci/Chiappini: Perchè è così difficile prevedere l’eruzione di un vulcano?
3. Chiappini: Perchè studiare lo spazio o pianeti lontani come Marte sembra oggi piùfacile che studiare ciòche avviene nelle viscere della terra?
4. Taddeucci: Pare che in media ogni dieci anni si verifichi un’eruzione importante. E’ vero?
5. Taddeucci: Come facciamo a sapere se un vulcano sta per esplodere? Quali fenomeni sono attualmente presi in considerazione? (breve panoramica dei fenomeni geofisici: variazioni delle caratteristiche dell’attività sismica, deformazioni del suolo; variazioni dell’intensità del campo geomagnetico, gravitazionale e elettromagnetico)
6. Chiappini: Lei ha recentemente partecipato ad una missione del Programma Nazionale di Ricerca sull’Antartide, in particolare ha studiato il Monte Erebus. Qual era lo scopo di questa missione?
7. Chiappini: Quale interesse scientifico riveste lo studio di un vulcano così isolato e quindi non pericoloso per l’uomo? (fra l’altro l’Erebus presenta un’attività di tipo stromboliano)
8. Delladio: Lei si è invece occupato del Nyiragongo, un vulcano che sorge in Congo e che ha provocato enormi danni nell’eruzione del gennaio 2002. Quale scopo aveva la missione?
9. Etiope: Lei si occupa invece di vulcani di fango, formazioni ancora poco studiate ma che sono presenti anche in Italia, dove tuttavia non rappresentano un pericolo per l’uomo. Che cosa sono questi vulcani e quali caratteristiche presentano?
10. Etiope: Dove si trovano questi particolari vulcani? (Italia, Romania,Azerbaijan, aree petrolifere!)

Parte II – Approfondimenti

11. Taddeucci: I fenomeni geofisici che precedono e accompagnano la quasi totalità delle eruzioni vulcaniche sono probabilmente i piùstudiati. In che cosa consistono? (monitoraggio attività sismica e deformazioni del suolo)
12. Taddeucci: Come si rilevano questi dati? (Reti di monitoraggio a terra, ma anche telerilevamento?)

RVM: NYIRAGONGO
Il vulcano Nyragongo (3500 metri) uno dei più importanti dell’intera Africa
e situato nella zona del rift, erutta causando lo sfollamento di migliaia di
abitanti dai vicini centri abitati.
È un esempio della potenza distruttrice delle eruzioni di tipo lavico.

13. Delladio: L’eruzione del Nyiragongo (gennaio del 2002) è stata drammatica e ha praticamente distrutto la città di Goma, uccidendo 45 persone. Era stata prevista?
14. Delladio: L'INGV ha realizzato una rete di monituoraggio del Nyiragongo Di che cosa si tratta esattamente?
15. Delladio: Come mai proprio all’INGV è stato affidato questo incarico? (Bando di gara dell’OCHA-ONU, collaborazione Osservatorio Vesuviano e Centro Naz. Terremoti)
16. Delladio: Questo monitoraggio permetterà di prevedere prossime eruzioni?
17. Chiappini: Abbiamo già accennato al fatto che altri fenomeni possono essere associati ad un aumento dell’attività vulcanica: variazioni di intensità del campo geomagnetico, elettromagnetico o gravitazionale. Di che cosa si tratta? (rocce che si scaldano fino a fusione perdono proprietà magnetiche)
18. Chiappini: Perchè il campo magnetico terrestre è importante nello studio dei vulcani?
19. Chiappini: Sul Monte Erebus avete condotto studi di questo genere? (prog. GeoImag finanziati da Usa)
20. Chiappini: Avete utilizzato uno strumento nuovissimo, una piattaforma geofisica installata su elicottero. Come è fatto, come funziona questo strumento?
21. Chiappini: Avete già analizzato i risultati? (No, ci vuole molto tempo per “ripulire” i dati dall’effetto della radiazione ionosferica)
22. Chiappini: L’avete usata anche in Italia? (Sì nelle Eolie)
23. Chiappini: In quali altri campi di ricerca puòessere usata la piattaforma geofisica? (ricerca di faglie)

RVM : PINATUBO
15 giugno 1991 – Filippine
Eruzione vulcanica di tipo esplosivo
Il monte Pinatubo ha la più imponente eruzione di tipo esplosivo degli
ultimi 80 anni. La cenere espulsa dal vulcano si alza con una colonna alta
oltre 40 km, oscurando il cielo per settimane e causando un mutamento
climatico a livello mondiale (quantificato con una diminuzione della
temperatura di circa 1°)

24. Taddeucci: I vulcani sorgono sempre in prossimità delle faglie? Movimenti di faglia e attività vulcanica sono collegati?
25. Taddeucci: Un’eruzione vulcanica è solitamente preceduta e accompagnata anche da fenomeni geochimici: quali? (fase gassosa: emissione di anidride carbonica)
26. Etiope: Lei si occupa invece di emissioni di metano, che è il gas emesso dai cosiddetti vulcani di fango. Perchè questa differenza?
27. Etiope: Lo studio condotto nel 2003 dall’INGV su questi vulcani - e tuttora in corso di pubblicazione - è il primo in assoluto a livello mondiale. Quali novità sono emerse? (Bilancio rilascio metano atmosfera: da 40 a 60 milioni di tonnellate all’anno)
28. Etiope: Quali conseguenze avranno queste scoperte? (IPCC e Protocollo di Kyoto)

Parte III – Conclusioni

29. Tutti: Possiamo dire che nel campo della vulcanologia l’Italia riveste un ruolo importante, anche a livello internazionale?
30. Delladio: Continuerete la collaborazione con l’Osservatorio Vulcanologico di Goma? Tornerete in Congo?
31. Taddeucci: La vulcanologia tutto sommato è una scienza giovane, ha ancora molto da imparare …Quali figure professionali servono oggi?
32. Taddeucci: Lei tornerà in Antartide? Si prevedono nuove missioni per la vostra piattaforma geofisica?
33. Tutti: La ricerca vulcanologica richiede investimenti molto elevati, tempi molto lunghi ed offre risultati incerti per via della complessità dei problemi. C’è un reale interesse ad investire in quest’ambito di ricerca?


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I

I MISTERI DELL'ANTARTIDE

Da Radio
intervistiamo il Dott. Cesidio Bianchi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

Cosa avete scoperto con l’ultima missione in Antartide?
Dei laghi sub glaciali, sono laghi anche di un enorme estenzione già visti nel 1996 con Savelli con l’Esa però poi nel 1999 noi abbiamo scoperto,volando, quattordici laghi subglaciali anche di notevole grandezza ex novo. Hanno acque con temperature intorno ai meno due gradi, condizioni fredde. E’ scuro li sotto sono condizioni oligotrofiche cioè di basso contenuto di alimenti per eventuali batteri condizioni estreme e si pensa che ci possano essere delle forme di vita li sotto questo ancora tutto da stabilire
Laghi di acqua dolce. Acqua assolutamente pura.

E perché questa ricerca, a cosa serve?
Questi studi daranno informazioni per la nuova glaciologia in Antartide ma la storia del paleoclima è già stabilita nella carota di ghiaccio estratta sempre nella base italiana di Dome C di Epica

L’Antartide, perché è il continente dei misteri?
L’Antartide è misteriosa intanto perché è un continente degli estremi , è enorme, il più secco è un vero deserto si può solo sopravivere se si ha a disposizione la tecnologia, li l’uomo è veramente solo. Si vive se si hanno energie a disposizioni, carburante per gli aereoplani, elicotteri. E’ il posto sulla terra più ventoso Si registrano le condizioni climatiche più difficili: meno ottantanove gradi e 300 km orari di vento

Grazie al Dott. Cesidio Bianchi e all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia

Grazie a lei

Buongiorno

intervista rilasciata il 7 gennaio 2004


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36 anni fa il Terremoto del Belice

Intervita a Rodolfo Console, Dirigente di Ricerca INGV.
Telesud (Trapani)


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Dibattito: TERREMOTI

Enzo Boschi, Presidente INGV e Massimo Cocco, Dirigente di Ricerca - Sezione Sismologia e Tettonofisica (Roma1) ospiti a Explora RAI Edu2:

Scaletta trasmissione:
Il terremoto che il 26 dicembre scorso ha distrutto la città di Bam, in Iran, ha causato almeno 30.000 vittime. Una tragedia immane. Tuttavia la terra è continuamente scossa dai terremoti. Secondo una stima fornita del servizio geologico degli Stati Uniti, ogni anno nel mondo se ne verificano almeno 40.000 di intensità pari a 4 gradi Richter. Molti di questi terremoti non sono percepiti dall'uomo in quanto avvengono in aree remote o sono di magnitudo così piccola da non poter essere avvertiti, ma solo registrati dai sismometri. Di questi circa 60 sono classificati come significativi ossia in grado di produrre danni considerevoli o morti e circa 20 sono quelli di forte intensità, con magnitudo superiore a 7. Poichè con i terremoti dobbiamo convivere e se possibile sopravvivere, come fare? Quali strumenti ci mette a disposizione la scienza per prevedere o almeno limitare gli effetti di questi imponenti fenomeni naturali?

Ospiti in studio:

- Prof Enzo Boschi, presidente INGV
- Dott. Massimo Cocco, direttore sez. Sismologia e Tettonofisica INGV Roma
- Prof. Edoardo Cosenza docente di Tecnica delle Costruzioni Univ. Federico II Napoli
- Franco Foresta Martin , geologo e giornalista scientifico del Corriere della Sera
-
- In collegamento:
- Sig. Martinelli, responsabile dell'unità cinofila della Protezione Civile

Parte I – Introduzione

1. Foresta Martin: Perchè il terremoto di Bam è stato così devastante?
2. Foresta Martin: Il terremoto che ha devastato l’Iran è da considerarsi un evento eccezionale?
3. Boschi: Abbiamo capito tutto dei terremoti? Ci sono ancora aspetti oscuri, da chiarire?
4. Boschi: Quali sono oggi le teorie piùaccreditate sulla loro origine? (Placche)
5. Cocco: Attività sismica e tellurica sono sempre collegate?
6. Cocco: Quali parametri sono presi in considerazione attualmente per formulare delle previsioni?
7. Foresta Martin: Perchè non riusciamo a prevederli?
8. Boschi: La ricerca italiana è affermata in questo settore?
9. Martinelli: Pare che gli animali possano avvertire in anticipo molti fenomeni naturali. I vostri cani ne hanno mai dato prova?
10. Martinelli: Come addestrate i vostri cani?
11. Martinelli: Che cosa sanno fare? Per quali mansioni sono insostituibili?
12. Cosenza: Quanto conta l’aspetto “edile” degli insediamenti colpiti nel determinare effetti piùo meno disastrosi a parità di magnitudo?
13. Cosenza: quali sono le moderne tecnologie di ingegneria sismica per costruire strutture sicure?
14. Cosenza: qual è lo stato della ricerca italiana nel campo dell'ingegneria sismica?


Parte II – Approfondimenti

15. Boschi: Quali sono stati i terremoti piùviolenti nella storia del pianeta, dei quali si è conservata traccia? (Cile 1960)
16. Boschi: è vero che il terremoto cileno fece addirittura oscillare l’asse terrestre?
17. Boschi: Perchè tuttavia i suoi effetti non furono tanto devastanti? (origine molto profonda)
18. Cocco: A quali profondità si generano solitamente i terremoti?
19. Foresta Martin: In California, lungo la faglia di Sant’Andrea, tutti aspettano il famoso Big One. Perchè?
20. Foresta Martin: Come ci si prepara al super-terremoto? Come fa la gente a convivere con questo incubo?
21. Cosenza: I californiani hanno costruito in maniera intelligente? Tutti i loro edifici sono a prova di sisma?
22. Cocco: Proprio in California si sta procedendo alla perforazione della faglia per installare strumenti di rilevamento a vari chilometri di profondità. In che cosa consiste questo progetto? (prog. SAFOD)
23. Cocco: Ma non sarà pericoloso?
24. Boschi: Un progetto analogo è allo studio anche in Italia. In quale area? (zona Colfiorito al confine tra Marche e Umbria, sismi 1997-98)
25. Cocco: Quali caratteristiche ha la faglia?
26. Cocco: come si procederà, sotto il profilo tecnico?
27. Cocco: Quando sarà completato il progetto?
28. Cocco: I terremoti italiani hanno un andamento costante? Anche noi dobbiamo aspettarci qualche altra grande scossa?
29. Cosenza: Qual è la vulnerabilità sismica del patrimonio edilizio italiano ?
30. Cosenza: come si protegge sismicamente il patrimonio edilizio esistente ?
31. Cosenza: come si puòproteggere invece il preziosissimo patrimonio monumentale esistente?
32. Cosenza: quali sono i problemi sismici di strutture come i ponti sospesi ( esempio: ponte sullo stretto di Messina)?
33. Martinelli: Vogliamo ricordare cosa fare e non fare in caso di terremoto?
34. Foresta Martin/Boschi: Dunque non mancherà lavoro ai giovani che vogliano intraprendere studi in questo settore? Di quali figure professionali c’è maggior bisogno?


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Dibattito: VARIABILITA’ SOLARE

EXPLORA – registrazione di mercoledi’ 18 febbraio 2004

Il flusso di energia irradiata dal sole non e’ costante ma varia in relazione al ciclo di undici anni delle macchie solari. Gli scienziati ritengono oggi che queste variazioni possano contribuire in modo significativo ai cambiamenti climatici in atto sulla Terra. Proprio per studiare questi effetti e’ nato a Roma un Centro per lo studio della variabilita’ solare, grazie alla cooperazione fra l’Osservatorio Astronomico di Roma dell’INAF – Istituto Nazionale di Astrofisica (Monte Porzio Catone), il Dipartimento di Fisica dell’Universita’ di Roma Tor Vergata e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Ci parlano di questa nuova iniziativa alcuni dei responsabili:

• prof. Alberto EGIDI, ordinario di Fisica spaziale Universita’ di Roma Tor Vergata
• dott.ssa Ilaria ERMOLLI, ricercatrice astronoma, gruppo CVS
• dott. Antonio MELONI, dirigente di ricerca sez. geomagnetismo e geofisica ambientale INGV, gruppo CVS
• prof. Roberto BUONANNO, direttore dell’Osservatorio Astronomico di Roma e presidente del Centro Variabilita’ Solare

Parte I – Introduzione

1. BUONANNO Se il sole e’ una stella variabile, anche piuttosto vivace, perche’ si parla anche di “Sole quieto”?
2. BUONANNO Quali sono le principali manifestazioni dell’attivita’ solare? (breve panoramica: macchie, brillamenti, vento solare, protuberanze)
3. BUONANNO Sono fenomeni costanti, che si presentano con una certa regolarita’?
4. ERMOLLI Chi sono stati i primi ad osservare e studiare questi fenomeni, nella storia? (Cina, Galilei)
5. MELONI Quali effetti producono questi fenomeni sull’ambiente elettromagnetico terrestre? (aurore boreali, tempeste magnetiche e interferenze nelle radiocomunicazioni)
6. EGIDI Perche’ si parla di un “sistema Sole-Terra” che viene studiato congiuntamente?
7. BUONANNO Perche’ oggi si pensa che la variabilita’ solare possa modificare direttamente il clima terrestre?
8. MELONI Quali testimonianze storiche supportano questa tesi? (minimo di Maunder, piccola glaciazione fra il 1645 e il 1715)
9. MELONI Si puo’ presumere che anche le grandi glaciazioni della preistoria abbiano avuto le stesse cause? (con estinzione dinosauri ecc.)
10. MELONI/EGIDI Perche’ e’ importante studiare questa correlazione fra variabilita’ solare e clima terrestre?
11. BUONANNO Che cosa si propone il nuovo Centro Variabilita’ Solare creato presso l’Osservatorio Astronomico di Roma, che Lei dirige? (breve panoramica introduttiva)

Parte II – Approfondimenti

12. EGIDI Abbiamo gia’ accennato alle macchie solari…Che cosa sono esattamente e perche’ hanno cicli di circa undici anni?
13. EGIDI Che cosa succede sulla Terra nei periodi di massima attivita’ solare?
14. ERMOLLI Queste variazioni operano in tempi lunghi o in tempi brevi?
15. MELONI Questi effetti sono rilevati solo dagli strumenti o vengono percepiti anche dalle persone, magari con effetti sulla salute?
16. MELONI Altri riscontri si possono trovare sulla stessa superficie terrestre, per esempio nel ghiaccio?
17. MELONI Perche’ anche gli anelli di accrescimento degli alberi possono spiegarci qualcosa circa le variazioni climatiche e l’attivita’ solare? (dendrocronologia)
18. ERMOLLI Le variazioni dell’attivita’ solare misurate fino ad oggi possono spiegare il riscaldamento terrestre verificatosi nell’ultimo secolo?
19. ERMOLLI Con quali strumenti si studia l’attivita’ del sole? (Telescopi con strumenti a terra e su satellite , SOHO ecc. panoramica)
20. EGIDI In particolare l’Italia ha partecipato alla costruzione ed alla gestione del telescopio THEMIS. Dove si trova e quali sono le sue caratteristiche?
21. EGIDI A quali altri progetti parteciperemo? (progetto americano telescopio ATST)
22. ERMOLLI Tutti questi dati raccolti dai vari osservatori dove vengono raccolti? Sono a disposizione della comunita’ scientifica in tutto il mondo?
23. BUONANNO Perche’ uno degli obiettivi del Centro Variabilita’ Solare e’ proprio quello di creare un archivio on-line di dati storici sulla variabilita’ solare e le relazioni Sole-Terra? A chi sara’ permesso di accedervi?
24. BUONANNO Come intendete svolgere concretamente ricerca nel campo della Variabilita’ Solare? (Strumenti, sviluppo di modelli ecc.)
25. BUONANNO Su quanti ricercatori potrete contare?
26. BUONANNO Esistono altri Centri simili nel mondo, o ci sono progetti simili? (ILWS della NASA, al quale partecipano anche ESA, Giappone, Russia Canadesi ecc. e CAWSES)
27. EGIDI Come ci si prepara ad una carriera scientifica in Fisica solare?
28. EGIDI In Italia si puo’ ottenere una buona preparazione o, per un giovane, e’ meglio specializzarsi all’estero?
29. EGIDI Sono previste nuove missioni spaziali che riguardino direttamente o indirettamente il Sole?


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Eruzione Etna del Settembre 2004

Intervista a Rocco Favara -direttore di sezione dell'INGV di Palermo al GR di Eco Radio


10/09/04


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