L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia comunica che le stazioni della Rete Sismica Nazionale hanno registrato nella giornata di oggi 12 Settembre 2007 alle ore 13:10 Italiane una forte scossa di terremoto al largo della costa dell’Isola di Sumatra. Il terremoto di magnitudo 8.2 (scala Ricther) è stato localizzato alla Latitudine 4.517 Sud e Longitudine 101.382 Est ad una profondità di circa 30 km. L’ipocentro è stato localizzato nella parte meridionale dell’isola di Sumatra, tra le isole di Pagai e Enggano, a circa 130 km al largo di Bengkulu ed a circa 500 km a sud della città di Padang.

Il terremoto è avvenuto lungo la zona di collisione tra la placca Australiana e quella di Sunda ed è ubicato lungo una zona subduzione con elevato potenziale sismogenetico. I forti terremoti del 26 Dicembre 2004 (magnitudo 9.2) e del 28 Marzo 2005 (magnitudo 8.7) sono avvenuti più a Nord ed hanno fratturato la stessa zona di subduzione nel limite settentrionale dell’Isola di Sumatra.L’area del terremoto odierno è stata sede di forti terremoti nel passato; in particolare, fu colpita da un forte evento nel 1833 (magnitudo stimata maggiore di 8.5) che generò un catastrofico tsunami riportato da rapporti storici dell’epoca.

Immediatamente dopo la forte scossa di terremoto il Pacific Tsunami Warning Center ha diffuso un comunicato di allerta Tsunami. Le informazioni ricevute fino a questo momento parlano di un onda di maremoto di circa un metro a Padang e di una decina di centimetri presso l’isola di Cocos situata nell’Oceano Indiano. E’necessario osservare che il potenziale tsunamigenico di un terremoto dipende da diversi fattori quali la profondità ipocentrale, la distribuzione dello spostamento sul piano di faglia (dislocazione) e dalla geometria delle placche in subduzione. Le differenze in questi parametri tra i terremoti del Dicembre 2004 e del Marzo 2005, più che la loro diversa magnitudo, spiegano il diverso impatto degli tsunami generati sia sulla costa dell’Isola di Sumatra sia nelle regioni circostanti. Un terremoto di magnitudo 8.2 è in grado di dislocare le placche in subduzione lungo una zona di faglia di circa 300 km di lunghezza e di circa 150 km di larghezza e lo spostamento lungo alcune porzioni della faglia può superare i 5 metri.

Recenti studi mostrano il rischio di forti terremoti tsunamigenici lungo la costa dell’Isola di Sumatra. Dopo il catastrofico terremoto del 26 dicembre 2004 era stato segnalato, in un articolo pubblicato da “Nature”, il rischio di un terremoto nella zona delle isole Nias e Simeulue (nella parte settentrionale dell’isola di Sumatra); realmente avvenuto il 28 Marzo 2005. A seguito di questi due eventi, sono stati avviati ulteriori studi in collaborazione tra i ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, i colleghi dell’Università dell’Ulster di Coleraine (Northern Ireland) e del California Istitute of Technology degli Stati Uniti d’America. I risultati di queste ricerche, pubblicati ed in corso di pubblicazione su importanti riviste scientifiche internazionali, hanno evidenziato il rischio di terremoti nella zona meridionale dell’Isola di Sumatra (dove è avvenuto il terremoto odierno) ed hanno lo scopo di calcolare l’impatto di potenziali maremoti sulle coste dell’isola con particolare riguardo alle città di Padang e Bengkulu. Il fine di questi scenari di pericolosità è quello di dare una stima degli effetti dei maremoti e di richiamare l’attenzione sulla necessità di avviare una importante opera di informazione delle popolazioni e delle autorità locali sul rischio e sui potenziali effetti di maremoti sulle loro coste. 
SIMULAZIONE NUMERICA DELLA PROPAGAZIONE DELLO TSUNAMI DEL 12 SETTEMBRE 2007 NELL'OCEANO INDIANO
La figura mostra l'altezza massima (sopra il livello del mare) in ogni punto del dominio
di calcolo, raggiunta dallo tsunami durante la propagazione.

I 2 triangoli rossi indicano: la posizione del mareografo sull'isola di Cocos (a SW della sorgente)
e la posizione della boa DART (a NW di Sumatra).


a cura di A. Piatanesi, S. Lorito e F. Romano (INGV, Sismologia e Tettonofisica)

Clicca sull'immagine per vedere l'animazione - .gif 62,1 MB (per informazioni piatanesi@ingv.it)
La figura mostra un ottimo accordo tra le altezze dell'acqua misurate durante il passaggio dello tsunami e le altezze simulate.