Le Tempeste Geomagnetiche

Studi teorici e sperimentali hanno mostrato che l'aumento dell'intensita' della corrente ad anello ha come conseguenza il verificarsi di forti e persistenti disturbi del campo magnetico terrestre che portano ad una diminuzione dell'intensita' della componente orizzontale (H)del campo magnetico sulla superficie del pianeta. In questi periodi magneticamente perturbati, definiti come tempeste magnetiche, si manifestano pertanto delle variazioni del campo magnetico osservato in superficie che, pur essendo irregolari, presentano delle caratteristiche sistematiche nel loro andamento temporale.
Generalmente, ma non sempre, la tempesta magnetica inizia con un improvviso aumento, detto SSC (da Storm Sudden Commencement), dell'intensita' della componente orizzontale H del campo magnetico terrestre. L'SSC, pur essendo un fenomeno planetario  puo' variare in latitudine e tempo locale. Immediatamente dopo l'SSC (entro un'ora) troviamo la fase iniziale della tempesta che  ha inizio con un repentino aumento dell'intensita' della componente orizzontale H che puo', nell'arco di 2-3 minuti, aumentare fino a 30 nT.
 

Il grafico mostra un andamento tipo della componente orizzontale (H) del campo magnetico terrestre, come registrato presso l'osservatorio geomagnetico di L'Aquila, durante una delle ultime tempeste magnetiche (dal 5/11/2001 al 13/11/2001).
 

In seguito la componente H, pur fluttuando, si mantiene con un valore elevato per alcune ore ( da 1  a 10) per poi diminuire bruscamente raggiungendo un valore nettamente inferiore a quello di partenza (la fase principale). Ha inizio, a questo punto, la fase di recupero della tempesta in cui l'intensita' della componente orizzontale del campo magnetico aumenta nuovamente, dapprima con un tempo di scala di qualche ora, poi di qualche giorno, fino a raggiungere nuovamente il valore pre-tempesta. Questa evoluzione e' definibile su base statistica; esaminando invece le singole tempeste e' possibile trovare una notevole varieta' di andamenti. Ci sono, infatti, perturbazioni in cui l'andamento di H e' strettamente conforme all'andamento descritto cosi' come vi sono perturbazioni in cui non tutte le fasi sono perfettamente individuabili.

Presso il sito dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (http://www.ingv.it/~roma/reti/retiframe.html) e' possibile trovare la registrazione in tempo reale dell'andamento delle componenti del campo geomagnetico registrate presso due distinti osservatori geomagnetici permanenti (Castello Tesino (TN) e L'Aquila).  Sempre in questo sito e' poi possibile accedere ai valori relativi agli indici k calcolati per l'osservatorio di L'Aquila.
  

testo di Paola De Michelis


torna all'indice di magnetismo terrestre torna all'indice
di magnetismo terrestre