Il terremoto è un fenomeno naturale che si manifesta
con un rapido scuotimento della superficie della Terra.

A causarlo è la rottura delle rocce in profondità che liberano in questo modo l'energia accumulata in seguito ai movimenti a cui è continuamente sottoposta la crosta terrestre.

Infatti, secondo la teoria della tettonica delle placche, la parte più esterna della Terra, la litosfera, è suddivisa in una ventina di placche in movimento le une rispetto alle altre.

Durante un terremoto, parte dell'energia si libera sotto forma di onde sismiche che sono la causa diretta degli scuotimenti che avvengono in superficie.

Le onde si propagano a partire dall'ipocentro, sulla cui verticale in superficie si trova l'epicentro.

Le rocce possono fratturarsi in blocchi che scivolano l'uno rispetto all'altro. E' così che si formano le faglie, fratture della crosta terrestre, più o meno profonde, in corrispondenza delle quali si verifica un movimento relativo dei due blocchi di roccia.

Si osservi che non tutte le faglie producono terremoti. Al centro delle placche, ad esempio, possono esistere faglie che sono state create in tempi remotissimi e che oggi si trovano in aree non più soggette a movimenti crostali. Al contrario esistono faglie che, pur trovandosi in zone soggette a deformazione crostale, non sono in grado di accumulare energia e quindi scivolano in moto relativo, accompagnando la deformazione stessa. Gli autori anglosassoni le chiamano "creeping faults", anche perché uno degli esempi più spettacolari è rappresentato dalla porzione centrale della faglia di San Andreas, in California.


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