Gli scopi di una rete sismica sono principalmente due:

1) il monitoraggio dell'attività sismica in corso, che permette di capire prima e più precisamente possibile dove e come è avvenuto un terremoto, per l'invio dei soccorsi e per informare la popolazione.

2) Per accumulare i dati necessari per studiare i terremoti e possibilmente per arrivare in futuro a prevederli.

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La rete sismica nazionale dell'INGV ha subito una profonda modifica negli ultimi anni. A partire dal 2001, quando INGV e Dipartimento di Protezione Civile firmarono la prima convenzione triennale per il potenziamento del sistema di sorveglianza del territorio nazionale, la rete ha raggiunto un livello di eccellenza nel panorama mondiale. Fino al 2001, era costituita da 90 stazioni sismiche di vecchio tipo, risalenti agli anni '80 (figura 1). Da allora sono state installate circa 100 nuove stazioni, tutte digitali, a tre componenti e con banda estesa. Il grafico della figura 2 mostra l'incremento del numero delle stazioni sismiche tra il 1988 e il 2003, mentre nella figura 3 e nella figura 4 è visualizzato l'andamento del processo di potenziamento della Rete Sismca Nazionale tra il 2003 e metà 2005.

La geometria attuale della Rete Sismica Nazionale copre con una maglia sufficientemente densa le aree più sismiche del nostro territorio (figura 5). Come si vede dalla figura, la maggior parte delle stazioni sono ormai basate sulla digitalizzazione dei segnali sul posto e dalla trasmissione digitale in tempo reale; in questo modo si riescono ad avere forme d'onda del moto del suolo non saturate, fondamentali per stimare accuratamente la magnitudo dei terremoti e utilizzabili per studi della sorgente sismica e della struttura crostale.

figura 1
situazione della rete al giugno 2001

Importante nel processo di monitoraggio capillare del territorio la collaborazione con altri enti che gestiscono reti sismiche locali o regionali: Il "DipTeRis" dell'Università di Genova, il Centro Ricerche Sismologiche dell'INOGS, la Fondazione Prato Ricerche, la Regione Marche, l'Osservatorio A. Bina di Perugia. Naturalmente, anche alcuni dei dati delle reti sismiche di sorveglianza dei vulcani attivi, gestite dalle altre sezioni dell'INGV (Osservatorio Vesuviano a Napoli e Sezione di Catania) vengono utilizzate per il monitoraggio a scala nazionale. Il monitoraggio dei vulcani, effettuato non solo con reti sismiche ma con altre reti geofisiche e geochimiche, viene garantito dalle sale operative di Napoli e Catania.
La seconda convenzione triennale tra Dipartimento di Protezione Civile e INGV (2004-2006) prevede il rinnovamento di tutta la rete. Alla fine il sistema sarà costituito da circa 200 stazioni sismiche moderne, che consentiranno un monitoraggio molto accurato di tutto il territorio italiano e delle aree limitrofe, come pure la raccolta di dati di altissima qualità per studiare i processi sismogenetici nel nostro paese.

figura 5
A questo scenario contribuisce significativamente il programma PROSIS, finanziato dal MIUR e avviato nel 2003, con la creazione di un Centro per la Sismologia e l'Ingegneria Sismica nelle regioni del Mezzogiorno.
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