Il terremoto del 28/03/2005 in Indonesia
Comunicato n. 2 (29 marzo 2005 ore 17)

Il terremoto che ha colpito l'Indonesia il 28 marzo 2005 è avvenuto in una regione molto attiva dal punto di vista sismico. Migliaia di terremoti vengono localizzati ogni anno in quest'area (vedi mappe sottostanti).

Distribuzione della sismicità tra il 1990 ed oggi (mappa a sinistra) e nel solo 2005 (mappa a destra) nella zona colpita dai terremoti del 26 dicembre 2004 e 28 marzo 2005 (indicati rispettivamente da un cerchio grande e da una stella di colore arancione nelle immagini). Fonte: USGS
Tale sismicità è legata all'elevata velocità di deformazione caratterizzante questa regione. Migliaia di terremoti vengono localizzati ogni anno in quest'area.
Il terremoto di ieri ha avuto un meccanismo simile a quello del 26 dicembre 2004. I due eventi si sono verificati in due porzioni adiacenti dello stesso limite di placca: la placca indiana a sud-ovest e quella indonesiana-birmana (Sunda) a nord-est. La prima tende a scorrere sotto l'altra con una velocità media di circa 6 cm/anno.
Il terremoto del 26 dicembre ha avuto una magnitudo superiore (è stata recentemente incrementata a MW 9.3) rispetto a quello del 28 marzo (anche questa rivista al rialzo ed attualmente stimata a MW 8.7).
Il terremoto del 26/12/2004 è stato generato dalla rottura su una faglia lunga oltre 1200 km, mentre il segmento di faglia attivatosi ieri è lungo circa 300-400 km, come evidenziato dalla distribuzione delle repliche di queste ultime ore.
Fino alle ore 16 del 29 marzo erano state rilevate circa 30 forti repliche di magnitudo superiore a 5. Per repliche intendiamo terremoti che avvengono nell'area della rottura principale.
Principali repliche della scossa del 28 marzo, rappresentata dal simbolo più grande
Mentre la rottura del terremoto di dicembre aveva seguito un andamento da sud a nord (dalla parte nord-occidentale di Sumatra verso nord-ovest), quello del 28 marzo ha interessato un segmento dello stesso limite di placca posto a sud-est di quello attivato il 26/12. L'epicentro del terremoto del 28/03 dista circa 200 km a SE dall'epicentro del 26/12.
Le cause del terremoto di ieri sono essenzialmente due: l'accumulo continuo di deformazione al margine tra le due placche e il trasferimento di sforzi avvenuto dopo il terremoto del 26 dicembre. Questo secondo processo, ipotizzato sulla base di modellazioni al calcolatore, potrebbe aver contribuito ad "anticipare" la rottura sulla faglia attivatasi il 28/03. In questa zona un forte terremoto era avvenuto nel 1861.
Questo terremoto ha ingenerato un ulteriore trasferimento di sforzo sulle regioni adiacenti del medesimo confine di placca, tuttavia, è molto difficile allo stato attuale valutare se le probabilità di accadimento di un nuovo forte terremoto nella zona siano aumentate.
Considerata la sua magnitudo e la sua posizione, il terremoto del 28 marzo aveva il potenziale per generare un forte tsunami. Effettivamente i dati di un mareografo posto a Colombo (Sri Lanka) hanno registrato un'onda di alcuni decimetri, probabilmente non sufficiente a causare danni, in accordo con i risultati di una simulazione preliminare effettuata dai ricercatori dell'INGV. La stessa simulazione predice valori di altezza dell'onda di tsunami di 1-2 m in corrispondenza della costa di Sumatra prospiciente l'epicentro. Tuttavia di questa circostanza non esistono al momento riscontri diretti (si ricordi però che anche nel caso del terremoto del 26/12 nelle prime 36 ore dall'evento non si ebbero notizie di danni lungo le coste di Sumatra).
Registrazione mareografica effettuata a Colombo (Sri Lanka) il giorno 28 marzo 2005 (sopra) e simulazione delle massime altezze d'acqua attese a seguito del terremoto (sotto). La registrazione mostra picchi di sollevamento del livello marino di qualche decina di centimetri (si noti che la scala verticale è in piedi!) che si sovrappongono al normale ciclo delle maree. La simulazione mostra ampiezze di qualche decimetro in mare aperto, di 20-30 centimetri a Colombo e di 1-2 metri a Sumatra
Si può infine osservare come in questo caso i dati disponibili dopo i primi minuti dalla scossa sono stati prontamente utilizzati per allertare tempestivamente la popolazione, anche se come si è visto gli effetti dello tsunami sembrano essere stati contenuti.

Comunicato n. 3 (3 aprile 2005 ore 23 italiane)

La sequenza avviata con il terremoto di magnitudo 8.7 del 28 marzo continua la sua evoluzione. Moltissime repliche sono state localizzate finora. Una lista aggiornata può essere trovata sul sito del Geological Survey degli USA.

Due tra le repliche più forti sono state registrate nella notte tra il 3 e il 4 aprile, con magnitudo 6.1 e 6.3.
La distribuzione epicentrale della sequenza rileva un'area di faglia estesa per oltre 400 km, allungata in direzione Sud-Est rispetto all'epicentro della scossa principale del 28 marzo. L'allineamento delle repliche segue il margine di placca lungo il quale sono avvenuti i terremoti del 26 dicembre e del 28 marzo.

Distribuzione delle repliche avvenute tra il 28 marzo e la sera del 3 aprile 2005. I due simboli arancioni indicano gli epicentri dei due eventi di magnitudo superiore a 6 avvenuti nelle ultime 24 ore. Fonte: USGS
Lo Tsunami.
La simulazione realizzata da A. Piatanesi dell'INGV e disponibile sul sito INGV
(vedi anche link più sotto),suggeriva un'altezza dell'onda sulle coste di Sumatra e delle isole intorno di 1-2 metri. Tale ipotesi è stata confermata: un'onda di 3 metri ha danneggiato il porto e l'aeroporto di Simeulue. Onde fino a 2 metri sono state osservate sulla costa occidentale di Nias e onde di 1 metro a Singkil e a Meulaboh, Sumatra.
Altezza massima del mare simulata. Le isole di Simeulue, di Nias e del tratto di costa di Sumatra antistante sono interessate da onde alte tra 1 e 2 metri (zona a colore fuxia). In particolare la costa Sud-Occidentale di Simeulue è attaccata da onde fra i 2 e i 4 metri. Da notare l'effetto direttivo dovuto alla sorgente: l'energia si concentra in direzione perpendicolare alla faglia (Nord Est - Sud Ovest).

Comunicato n° 4 (10 aprile 2005 ore 13)

Come era prevedibile, continua l'attività sismica in Indonesia, che ha visto una ripresa nelle ultime ore, sia come numero di eventi che come magnitudo degli eventi più forti. Sono stati registrati eventi sismici di magnitudo medio-alta, sempre inferiore a 7. La profondità ipocentrale generalmente elevata, insieme a magnitudo non particolarmente alte, non hanno causato problemi particolari nelle aree interessate.

In particolare, nelle ultime ore del 10 aprile è continuato l'allungamento della sequenza verso Sud-Est (vedi mappa - simboli in arancione), sempre lungo lo stesso margine di placca interessato dagli eventi del 26 Dicembre 2004 e 28 Marzo 2005, ma in un segmento di margine non ancora attivato. Un aumento del rischio di un altro forte terremoto lungo questo settore della faglia è stato ipotizzato da alcuni ricercatori indonesiani.

Una lista aggiornata delle repliche può essere trovata sul sito del Geological Survey degli USA

Distribuzione delle repliche avvenute nell'ultima settimana (simboli gialli). I simboli arancioni indicano gli epicentri degli eventi del 10 aprile. Mappa aggiornata al 10/4/05 alle ore 13:00 Fonte: USGS

Filmato: Simulazione della propagazione dello tsunami (.avi)
Rassegna Stampa: Speciale terremoto del 28 marzo 2005

pagina a cura del Centro Nazionale Terremoti - aggiornata al 11/04/2005
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