Istituto Nazionale di Geofisica
 
 

Il Terremoto del Messico del 30 settembre 1999

L'epicentro -Inquadramento sismotettonico- Le registrazioni della Rete Sismica Nazionale Centralizzata

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Comunicato dell'Istituto Nazionale di Geofisica

Alle ore 18:44 del giorno 30/9/1999 le stazioni della Rete Sismica Nazionale dell'Istituto Nazionale di Geofisica hanno registrato un terremoto di elevata magnitudo (M 7.4), localizzato nello stato di Oaxaca in Messico (16.15 latitudine Nord, 96.71 longitudine Ovest). La profondità focale è stata stimata intorno al 50 km.

L'epicentro ricade in prossimità di Puerto Angel, sulla costa dell'Oceano Pacifico, a circa 50 km a SE di Puerto Escondido. La costa messicana è caratterizzata da un altissimo tasso di sismicità; terremoti con magnitudo Richter superiore a 7 sono abbastanza frequenti. L'elevata sismicità è causata dalla subduzione tra due importanti placche: la placca di Cocos affonda al di sotto della placca continentale nord-americana, in direzione nord-est. La collisione tra le due placche avviene ad una velocità piuttosto elevata, più di 7 cm per anno. Nello stato di Oaxaca l'evento più rilevante (M 7.8) di questo secolo si era verificato nel 1931, e due forti terremoti (M 7.5) erano avvenuti nel 1965 e nel 1968.

In tempi più recenti, i forti terremoti lungo la costa messicana si sono verificati negli stati limitrofi di Guerrero e Michoacan. Tra questi, il più distruttivo (M 8.1) si verificò il 19 settembre 1985 e causò ingenti danni, il collasso di numerosi edifici e più di 5000 vittime. Gli effetti più disastrosi si concentrarono entro una zona di limitata estensione nel centro di Città del Messico, in corrispondenza del paleo-lago, a più di 300 km dall'epicentro. La inaspettata violenza del sisma, a così grande distanza e in area così ristretta, focalizzò per molti anni l'attenzione di sismologi ed ingegneri sulle possibili cause della forte amplificazione degli effetti distruttivi. Il problema fu affrontato  nell'ambito di numerosi progetti internazionali di ricerca. Uno di questi, finanziato dalla CEE, fu coordinato dal nostro istituto. Le ricerche svolte consentirono di comprendere che la forte amplificazione del moto del terreno nel centro di Città del Messico durante i terremoti doveva essere attribuita a complessi effetti di propagazione e focalizzazione delle onde sismiche, sia sulla scala regionale che su quella locale.

Anche l'evento del 30/9/1999 ha causato panico e allarme a Città del Messico, ma in questo caso, per la minore magnitudo (7.4 invece che 8.1) e la maggiore distanza epicentrale (più di 400 km), i danni e il numero delle vittime sono largamente ridotti. Lungo la costa, nella zona epicentrale, il quadro appare meno drammatico rispetto ai recenti terremoti della Turchia e di Taiwan, di pari magnitudo. Ciò è dovuto alla minore densità abitativa dell'area, ma anche alla maggiore profondità di questo sisma rispetto ai precedenti.

Il Presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica
Prof. Enzo Boschi



La stella gialla indica l'epicentro del terremoto del 30 settembre, fornito dal U.S. Geological Survey.

Parametri ipocentrali
latitudine=16.148
longitudine= -96.708
profondità=53.0

La Rete Sismica Nazionale Centralizzata dell'Istituto Nazionale di Geofisica ha registrato l'evento sismico che si è verificato il 30 settembre  alle ore 16:31 GMT in Messico.

Registrazioni della Rete Sismica Nazionale Centralizzata
(bollettino sismico preliminare)

I segnali sismici registrati sono stati analizzati per determinare i tempi di arrivo delle fasi sismiche alle varie stazioni e quindi procedere alla stima delle coordinate ipocentrali e della magnitudo dell'evento.

Mediante algoritmi  i tempi di arrivo delle onde sismiche  alle  stazioni sono determinati in forma automatica in circa 10 minuti e sono  inviati  ai centri dati internazionali i quali provvedono ad integrare i dati ricevuti dalle reti sismiche delle diverse nazioni e a diffondere quindi i principali parametrici sismologici, quali localizzazione ipocentrale e magnitudo dell'evento. L'integrazione dei dati delle diverse reti sismiche è estremamente importante in quanto,  per determinare con precisione le coordinate ipocentrali di un evento  si devono conoscere i tempi di arrivo delle onde sismiche a stazioni  distribuite intorno all'epicentro.

Stazione 
Data
Fase
Tempo
(GMT)
DOI 930 EZP 16435932
BNI 930 EZP 16440134
VAI 930 EZP 16440319
ORO 930 EZP 16440426
MCGN 930 EZP 16440470
SAL 930 EZP 16440873
PII 930 EZP  16440898
BR9 930 EZP 16441005
BDI 930 EZP 16441388
CTI 930 EZP 16441402
RSM 930 EZP 16441619
FVI 930 EZP 16441621
ZC9 930 EZP 16441652
CSNT 930 EZP 16441683
RFI 930 EZP 16442856
SDI 930 EZP 16442885
CRVI 930 EZP 16443076
RNI2 930 EZP 16443086
LVI 930 EZP 16443118
CPI2 930 EZP 16443184
MAB1 930 EZP 16443233
FG4 930 EZP 16443255
BAI2 930 EZP 16443256
PTS 930 EZP 16443267
ERC 930 EZP 16443327
SMB1 930 EZP 16443338
PSB1 930 EZP 16443333
VTB1 930 EZP 16443340
FG5 930 EZP 16443486
RGNG 930 EZP 16443509
MU9 930 EZP 16443552
CLTB 930 EZP 16443655
CA9 930 EZP 16443657
SL9 930 EZP 16443780
GIB 930 EZP 16443786
MNO 930 EZP 16443875
LT9 930 EZP 16444023
FAVR 930 EZP 16444044
BRT 930 EZP 16444103
TDS 930 EZP 16444115
ORI 930 EZP 16444128
SOI 930 EZP 16444151
GRI 930 EZP 16444210
MEU 930 EZP 16444224
PZI 930 EZP 16444339
AU9 930 EZP 16444364
LCI 930 EZP 16444547

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FAQ

a cura di:
 Rita Di Giovambattista - Patrizia Battelli - Sergio Baccheschi

 


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