Comunicato dell'Istituto Nazionale di Geofisica

    La Rete Sismica Centralizzata dellâIstituto Nazionale di Geofisica sta registrando una sequenza sismica compresa tra i comuni di Faenza e Forlì, iniziata il giorno 19 Aprile 2000 alle ore 14:23 con una scossa di magnitudo 3.4, corrispondente ad una intensità allâepicentro del IV grado della scala Mercalli. Nei giorni seguenti si sono ripetute un notevole numero di scosse. A tuttâoggi ne sono state registrate circa 300 di magnitudo superiore a 2.0. Tra queste, le più forti si sono registrate:
    L'area interessata dalla sequenza ricade in un settore caratterizzato da un  regime sismotettonico di tipo compressivo, attivo lungo la parte più esterna della fascia appenninica settentrionale. Questo regime è responsabile dei meccanismi di rilascio dell'energia sismica durante gli eventi di maggiore magnitudo. Questa caratteristica è confermata dall'analisi della sismicità osservata attraverso le registrazioni sismometriche ottenute negli ultimi due decenni.
    In particolare l'attività sismica dell'area presenta spesso caratteristiche di sciame. In altre parole, può essere descritta come una sequenza di eventi sismici di magnitudo generalmente moderata in cui non risulta possibile identificare tra le scosse più forti un evento principale. La profondità di queste scosse è confinata generalmente nei primi 10 chilometri della crosta terrestre, anche se sono stati registrati, in altre occasioni, terremoti più profondi, fino a circa 90 chilometri. La superficialità delle scosse genera maggior risentimento da parte delle popolazioni, come nel caso della sequenza in atto.
    L'area in questione è stata già interessata da sequenze di questo tipo in epoca moderna. Tra le più importanti si citano quelle avvenute nel 1828, 1913, 1918, 1986-1987, 1995-1996. Questi fenomeni sismici hanno avuto generalmente durate variabili da poche settimane ad alcuni mesi.
    Estendendo questa analisi alle aree limitrofe ed includendo anche la sismicità storica, si osserva che questo settore dell'Appennino è stato interessato nel passato da terremoti di forte intensità. Elenchiamo di seguito gli eventi più rilevanti contenuti nel catalogo dei forti terremoti:
 


Dal confronto con la sismicità storica e recente, non è possibile escludere il protrarsi della sequenza in atto per alcune settimane o mesi.  Pur manifestando questa sequenza finora la caratteristica tipica di uno sciame sismico, si sottolinea come le attuali conoscenze derivanti dalla ricerca sismologica, come espresso in più occasioni, non consentano di esprimere valutazioni di tipo previsionale.
 

Roma 8/5/2000 ore 21:00

                                                                                                  Il  Funzionario in turno