Il terremoto nel litorale laziale del 22/08/2005
Comunicati stampa:
22-08-2005
24-08-2005
Rassegna stampa

Il terremoto che ha colpito il 22 agosto 2005 alle ore 14:02 il litorale laziale, localizzato al largo del tratto di costa compreso tra Anzio e Lavinio, è avvenuto nella stessa zona colpita nell'ottobre del 1919 da un evento di magnitudo e risentimento simile.

Il terremoto del 22 agosto 2005, di magnitudo Richter 4.5, è stato generato da una piccola frattura nella crosta terrestre le cui dimensioni non superano 1-2 chilometri. Attraverso l'elaborazione dei dati delle stazioni sismiche della rete MedNet e di altre reti, il movimento sul piano di faglia è stato definito di tipo trascorrente, in accordo con l'assetto tettonico dell'area. Lo spostamento è stimabile in alcuni centimetri.
Il livello di sismicità strumentale rilevato in questa zona negli ultimi anni è molto basso. In altre parole, questa zona sismogenetica genera pochi isolati terremoti di magnitudo moderata ed è caratterizzata da una debole microsismicità.

Questo comportamento è confermato dalla quasi totale assenza di repliche. Solo due micro-scosse di terremoto sono seguite all'evento delle 14:02, la più forte delle quali è avvenuta alle 5:12 del 23/08/05 con una magnitudo pari a 2.1. I terremoti “moderni” ci permettono di raccogliere un numero maggiore di dati, che sono fondamentali per ricostruire il processo fisico che ha generato il sisma. Il basso tasso di sismicità di questa zona rende però difficoltoso il suo studio in dettaglio.

Il fatto che questo evento sia stato localizzato in mare al largo della costa laziale ha causato allarme per il rischio che un'onda anomala potesse colpire le coste. È necessario chiarire però, che non tutti i terremoti che avvengono in mare sono in grado di generare uno tsunami. Tale fenomeno si genera in presenza di terremoti molto violenti (M>7, che equivale a lunghezze di faglia superiori a circa 40 chilometri), relativamente superficiali (< di 30 km) e quindi tali da provocare spostamenti del fondo marino di alcuni metri. Lo spostamento del fondale marino prodotto dal terremoto è infatti il fenomeno d'innesco dell'onda anomala.

Localizzazione dell'evento del 22 agosto 2005 alle 14:02 (cerchio rosso)
In basso a sinistra è riportato il meccanismo focale che mostra un movimento di tipo trascorrente. I quadrati verdi indicano le stazioni sismiche più vicine all'epicentro.
I quadrati gialli vuoti indicano i terremoti storici con M>5 tratti dal catalogo CFTI.

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Registrazione sismometrica effettuata dalla stazione ROM9, presso la sede INGV di Roma. Le frecce indicano l'arrivo della prima fase (onda P) e quello della fase più energetica (onda S), che è quella che ha generato il maggiore risentimento. Questa seconda onda ha una durata di alcuni secondi.

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Il risentimento del terremoto nelle aree costiere e in generale nel Lazio è stato valutato sia sul posto (con sopralluoghi effettuati da esperti della Protezione Civile, dell'INGV (QUick Earthquake Survey Team), dei Vigili del Fuoco e da tecnici delle amministrazioni locali coinvolte), sia attraverso un questionario predisposto sul Web dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Una prima mappa della distribuzione dei risentimenti nel Lazio è stata prodotta già il 23 agosto grazie alle risposte di centinaia di persone che hanno avvertito l'evento. Il campo macrosismico risultante è consistente con la localizzazione strumentale, anche se va ricordato che le informazioni pervenute non sono controllate e non ancora esaustive ed è in continuo aggiornamento.

Campo macrosismico del terremoto del 22/08/2005

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La grande quantità di dati ricevuti dalla città di Roma ha permesso inoltre di produrre una elaborazione specifica per l'area urbana della capitale.

Campo macrosismico dell'area di Roma del terremoto del 22/08/2005

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E' interessante osservare come il terremoto del 22 agosto 2005 sia simile a quello avvenuto quasi un secolo fa, nel 1919. Un recente articolo pubblicato sul Bollettino della Società Sismologica Americana da Tertulliani, Rossi e Di Giovambattista, ricercatori dell'INGV, ha ricostruito cosa era avvenuto durante il terremoto del 1919 (vedi riassunto in inglese).
La rilocalizzazione dell'epicentro effettuata con i dati dell'epoca evidenzia una corrispondenza notevole con l'epicentro del terremoto del 22 agosto 2005. Anche la distribuzione dei risentimenti ricostruita da fonti storiche evidenzia una forte similitudine tra i due terremoti. La magnitudo calcolata per il terremoti del 1919 sulla base della distribuzione dei risentimenti è 4.5-4.8, la stessa che per il terremoto del 2005. Per quest'ultimo evento, la magnitudo momento (Mw) determinata con tutti i dati disponibili è pari a 4.6.
Per un approfondimento, può essere richiesta una copia dello studio sul terremoto del 1919 a: tertulliani@ingv.it.

Localizzazione strumentale del terremoto del 22 ottobre 1919 (asterisco) sulla base delle registrazioni sismiche dell'epoca. I triangoli ed i quadrati neri sono le stazioni sismiche che hanno registrato l'evento del 1919; per la localizzazione è stato possibile usare solo quelle rappresentate con il triangolo. In alto a destra e' riportato il modello di velocita' utilizzato per la localizzazione (Chiarabba e Frepoli, 1997). Figura tratta dal lavoro Tertulliani et al., 2003

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Intensita' MCS (Mercalli, Cancani, Sieberg) per il terremoto del 22 ottobre 1919 rivisto da Tertulliani et al., 2003.
I triangoli con la punta in su o in giù indicano un incremento o una diminuzione di intensità rispetto ai lavori precedenti (Stucchi e Monachesi, 1997). I quadrati indicano valori uguali. La linea tratteggiata delimita la zona di risentimento mentre l'area in grigio rappresenta la zona paludosa. Il rettangolo racchiude l'ingrandimento della zona epicentrale.

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Secondo le proposte di riclassificazione sismica del 2004 i comuni più vicini all'epicentro del terremoto del 22 agosto 2005 ricadono nella III classe, mentre risultavano non classificati nella precedente classificazione. Il terremoto del 2005 ha confermato, come già osservato in altre regioni italiane, che eventi sismici di magnitudo moderata possono generare scuotimenti e risentimenti significativi anche in aree a bassa sismicità.

Nuova classificazione sismica della Regione Lazio proposta dal “GDL-Regione Lazio” secondo i “Criteri” contenuti nell'Ordinanza P.C.M. - n. 3274 del 20.3.2003 (giugno 2003)

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Meccanismo focale dell'evento del 22 agosto 2005, alle ore GMT 12:02, calcolato con le polarita' dei primi arrivi alle stazioni della Rete Sismica Nazionale dell'INGV.
Nella localizzazione dell'evento e nel calcolo della soluzione focale sono state anche utilizzate le stazioni temporanee
installate sui Colli Albani per un progetto di sismica passiva. In totale sono state utilizzate 65 polarità.
In rosa sono indicati i quadranti in compressione. Entrambi i piani nodali della soluzione presentano un movimento trascorrente con piccola componente inversa. L'asse di massima compressione (asse P) è orientato circa SW-NE, mentre quello di minima compressione (asse T) è circa NW-SE.

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Se hai sentito il terremoto, le informazioni degli effetti di questo evento sulla tua persona e sull'ambiente circostante sono molto importanti per la ricostruzione del campo macrosismico relativo all'evento stesso.
Saremmo grati se rispondessi al questionario cui si accede da questo link.


pagina a cura di Patrizia Battelli - Centro Nazionale Terremoti - aggiornata al 30/09/2005

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